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Nido d’infanzia CLARINA
Capienza complessiva
Stanze di riferimento
Personale della struttura
4 Educatrici a tempo pieno 4 Addette d’appoggio part-time accoglienza, salone dedicato al movimento e alla psicomotricità, laboratori per le attività grafico pittoriche, la manipolazione e i travasi, angoli morbidi, angoli attrezzati per la lettura, la musica, le costruzioni, il gioco simbolico e il gioco euristico, due bagni, tre stanze sonno. giardino suddiviso in tre zone (piccoli, medi e grandi) attrezzate con sabbiere, scivoli, casette, giochi a molla, piscine mobili per giochi con l’acqua, tavoli e panchine, collinetta per le esperienze motorie, terrazza coperta, parcheggio coperto per i passeggini. Locali di servizio: lavanderia, cucina interna, ufficio coordinatrice Parcheggio in prossimità: nr. 3 posti auto
Tempi e orari di apertura:


Storia….dal 1980
“il nome Clarina è stato dato per ricordare una bella ragazza che abitava in quei luoghi: Il nido Clarina è stato aperto il 29 settembre 1980 ed ospita attualmente 46 bambini. Il rione Clarina si è sviluppato intorno agli anni ’60, in un’area di campi con qualche casolare. Negli anni Clarina è molto cambiata: la campagna e le casette sono state sostituite da condomini e centri commerciali. Il progetto riprendeva, con poche variabili, quello già funzionante del nido Cristo Re “Orsetto Pandi”, simile ad una casa, con molte finestre, gli oblò al centro del grande salone, spazi molto aperti. Questa struttura aveva però dei limiti quali la rumorosità ed ambienti molto dispersivi, ai quali si è potuto ovviare attraverso vari interventi di manutenzione che hanno reso il nido accogliente e confortevole. All’epoca il giardino faceva parte della campagna circostante ed era privo di piante; per riparare i bambini dal sole si usavano gli ombrelloni. Quando vennero piantati gli alberi, gli operatori provvidero ad annaffiarli e curarli ed ora sono grandi e molto belli e il giardino sembra quasi un’isola verde che invita i bambini a giocare. Su sollecitazione del pediatra è stata creata anche una montagnola per permettere di arricchire le esperienze motorie e di esplorazione spaziale dei piccoli. Anche l’utenza si è trasformata: all’inizio proveniva da un territorio molto vasto e comprendeva oltre Clarina anche i quartieri di Ravina e Romagnano. Ora, con l’apertura di nuovi servizi e soprattutto con l’aumento della popolazione del quartiere, l’utenza è quasi tutta proveniente da questa zona. Dal settembre del 2004 il nido “Clarina” viene gestito dalla cooperativa sociale “Città Futura”, che ha saputo mantenere un legame di esperienze tra gli operatori, costruendo un gruppo di lavoro nuovo e rinnovato, integrato tra le professionalità storiche del nido e le educatrici nuove che arrivavano in servizio. Nella gestione e nella programmazione del nido il gruppo di lavoro da subito si è incontrato nel voler dare un senso condiviso all'esperienza dei bambini e degli adulti, assegnando una funzione primaria alla “conferma affettiva” della persona del bambino, attraverso una maggiore consapevolezza della sua competenza, e una presa in carico delle sue relazioni. L’attenzione costante delle educatrici e della coordinatrice interna è alla costruzione di un rapporto di condivisione e di fiducia tra i protagonisti adulti, che insieme svolgono una funzione di protezione, rete e cura dei piccolissimi. Nel suo profondo significato di “luogo di relazioni” il nido Clarina ha saputo programmare ed organizzare la partecipazione diretta delle famiglie, dando un significato e degli obiettivi più consapevoli al “fare”, e cercando di prestare maggiore attenzione alla “dimensione individuale” dell’esperienza con i tempi e i luoghi del nido. Il nido incontra infatti le famiglie in più occasioni: incontri di sezione per gruppo di genitori, assemblee, laboratori pomeridiani di gioco per la coppia genitore-bambino, feste e serate di lavoro, momenti di consulenza pedagogica sui temi della genitorialità. Il gruppo di lavoro ha quindi saputo realizzare un servizio aperto capace di sostenere il difficile compito di essere genitori, e di riunire nel crescere insieme contemporaneamente l’emotività e la distanza, l’individualità e la gruppalità, la familiarità e la socialità.

Source: http://www.conciliazione.cr-aldeno.net/_modules/download/download/schede%20asili%20nido/nido_infanzia_clarina.pdf

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Case Report Received: August 28, 2002Accepted: April 10, 2003 Delusional Paralysis: An Unusual Variant of Cotard’s Syndrome Andreas Reif Waldemar M. Murach Bruno PfuhlmannDepartment of Psychiatry and Psychotherapy, University of Würzburg, Würzburg, Germany Key Words drome: anxious melancholy, ideas of damnation or pos-Coenaesthesic hallucination W Cotard’s syndrome Wsession, a te

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